Le Salon Musical reviews the concerts part of Gaulitana’s OPERA+ Weekend, a 3-day cultural bonanza of quality events around the full-scale operatic production.
Alessandro Cammarano reviews the “success” of A Journey Through Time with the Ultra-Son Duo as well the Finale, “a musical evening of the highest quality, for musical performance and artistic programming”
Read more (in Italian) about the May 2 & May 4 concerts
The articles were supported by the Tourism and Economic Development Directorate with the Ministry for Gozo & Planning
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Gozo: un Viaggio Sonoro nel tempo con Mina e Manon Ghobrial
In un mondo musicale spesso ingabbiato in compartimenti stagni, Mina e Manon Ghobrial – marito e moglie, nati lo stesso giorno del medesimo anno ed entrambi flautisti – tracciano una rotta luminosa e coraggiosa: egiziano lui, francese lei costituiscono una meravigliosa fusione di estetiche capaci di trovare ben più di un punto di contatto, guidando l’ascoltatore in un viaggio nel tempo che unisce secoli, culture e spiritualità attraverso il respiro del flauto.
Il loro concerto, che ha inaugurato la settimana conclusiva del Gaulitana. A Festival for Music 2025, vero fiore all’occhiello della vita culturale di Gozo e patrocinato dal Cultural Heritage Directorate dell’isola è stato molto più di un’esibizione, rivelandosi una gemma luminosa.
Al centro della proposta, un programma che non si limita a presentare un’antologia di brani, ma costruisce un vero e proprio itinerario musicale attraverso epoche, culture e linguaggi. L’idea di un viaggio nel tempo si concretizza in un repertorio che spazia dall’antichità classica al barocco europeo, dalle improvvisazioni mediorientali alla musica ottocentesca, mantenendo sempre un filo logico chiaro e ben costruito.
L’apertura con la melodia sacra copta Golgotha stabilisce subito un tono meditativo. Il passaggio alla Sonata in Sol maggiore di Telemann conferma la padronanza stilistica degli interpreti: i movimenti sono eseguiti con precisione ritmica e attenzione alle articolazioni, senza cedere alla decoratività fine a sé stessa.
Nel repertorio bachiano (Rondeau e Air), i Ghobrial adottano un fraseggio sobrio, che privilegia la linearità melodica.
L’improvvisazione su Air, con l’inserimento di ney (flauto mediorientale) e simsimiyya (lira egiziana), introduce un elemento di contaminazione ben gestito, che non altera l’equilibrio formale del brano.
Mozart è affrontato con controllo dinamico e chiarezza d’intonazione. Il Duo n. 5 in Re maggiore viene reso con un dialogo ben calibrato, mentre l’Andante con variazioni mostra una buona capacità di differenziazione espressiva nei vari episodi.
Il frammento di Seikilos è tra i momenti più interessanti: l’approccio è asciutto, quasi archeologico, senza forzature emotive. Fauré e Delibes chiudono la sezione colta con un’impostazione cameristica rigorosa, evitando ogni eccesso sentimentale.
I brani della tradizione macedone ed egiziana (Ora n’Eya, Awel Shohorna) evidenziano un uso consapevole della strumentazione etnica, integrata in modo funzionale alla narrazione musicale. Nessuna concessione folkloristica: la direzione resta sempre verso un ascolto critico e strutturato.
Mina e Manon Ghobrial dimostrano qui e ancora una volta un’identità interpretativa solida e una progettualità musicale rara; il loro approccio non cerca il facile consenso, ma propone un modello di concerto che invita all’ascolto attivo, alla riflessione sulla continuità del patrimonio musicale e sulla sua attualità.
Un’esecuzione che coniuga rigore formale e intelligenza curatoriale, restituendo alla musica il suo valore di documento e gesto vivo.
Successo caloroso da parte del pubblico che gremiva la sala del Cittadella Cultural Centre e la “Danza degli Spiriti Beati” dall’Orfeo e Euridice di Gluck come bis.
Alessandro Cammarano
(2 maggio 2025)
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Mercadante e Mendelssohn per il “Finale” del Gaulitana 2025
Gaulitana: A Festival of Music è un festival annuale nell’isola di Gozo che aspira a creare una piattaforma arricchendo il prodotto culturale locale, che già vanta di una ricca storia e tradizione, contribuendo a transformare il luogo in una isola di creatività`nella quale ogni anno artisti di fama internazionale si esibiscone accanto a musicisti locali.
A questo si accompagna una ricca attività parallela, curata dal il supporto del Tourism & Economic Development Directorate (MGP) capace di far conoscere alla stampa internazionale i luoghi più significativi dell’isola: dal sito archeologico dei tempi della Ġgantija,Partimonio,UNESCO, alla chiesa di Ta’Pinu, e fino alla Grotta di Calipso e alle saline di Xwejni Bay.
Il concerto “Finale” – domenica 4 maggio presso la Chiesa di San Francesco a Victoria – ha consacrato la fine del Gaulitana:A Festival of Music 2025 – intitolato “Unravel the stories pressed in ink to be heard” e che si è svolto dal 5 Aprile – 4 Maggio a Gozo con il supporto del Arts Council Malta e il Ministry for Gozo & Planing. – offrendo una serata di musica da camera di alto livello, sia per la qualità dell’esecuzione che per l’intelligenza della programmazione.
L’evento faceva parte dell’OPERA+ Weekend, 3 giorni di attivita` culturale che si svolgano attorno ad una produzione operistica – quest’anno il Nabucco di Giuseppe Verdi (qui la recensione).
La Gaulitanus String Orchestra – formazione matura e capace di affrontare con autorevolezza un repertorio ricco e articolato – diretta con efficace sobrietà da Colin Attard, ha dimostrato un’ottima coesione e una sensibilità interpretativa non comune, sostenendo con precisione appassionata ogni passaggio dell’impaginato, il tutto impreziosito dalla presenza di un solista di rilievo come Mina Ghobrial.
In apertura, la Sinfonia per archi n. 1 in Do maggiore di Felix Mendelssohn, scritta nel 1821 quando il compositore aveva appena 12 anni, ha messo in risalto la compattezza e la trasparenza del suono orchestrale. L’Allegro iniziale è stato affrontato da Attard con brio e chiarezza espressiva, mentre l’Andante ha evidenziato la capacità dell’ensemble di fraseggiare con elegante sobrietà, senza eccedere in sentimentalismi.
Il momento centrale del concerto è stato affidato al Concerto per flauto in Mi minore, Op. 57 di Saverio Mercadante che ha visto come solista Mina Ghobrial.Composto nel 1819 è una delle pagine più rappresentative del repertorio flautistico ottocentesco italiano e meriterebbe esecuzioni più frequenti. La pagina fonde con eleganza il virtuosismo brillante dello strumento solista con una scrittura orchestrale raffinata, mostrando l’influenza dell’opera lirica e lo stile belcantistico tipico del compositore, oltre ad essere una sorta di continua “Invitation à la danse”. L’interpretazione del flautista egiziano si è distinta per la pulizia tecnica, la fluidità del suono e la maturità espressiva, trovando un dialogo ben scandito con gli archi.
Nel Largo, Ghobrial ha saputo scolpire linee melodiche con grande sensibilità, sostenuta da un accompagnamento discreto e attentamente calibrato, mentre nel Rondò conclusivo ha rivelato una padronanza virtuosistica sempre al servizio della musica, senza mai cedere all’effetto fine a sé stesso.
Come bis, Ghobrial ha eseguito la sua composizione Inspiration à la Gare de Lyon, delizioso omaggio alla multietnicità dei viaggiatori dello scalo parigino sviluppato sulle quattro note del jingle che precede gli annunci al pubblico.
L’esecuzione del brano è stata dedicata alla memoria di Stephen Attard, il pianista scomparso un paio di mesi fa e che era una figura stabile nel festiva e a Malta, e con cui Ghobrial si era esibito alcune edizioni fa.
È seguito l’Andante Cantabile di Roman Hoffstetter, tratto dal Quartetto in Fa maggiore attribuito per lungo tempo a Haydn. L’esecuzione si è contraddistinta per equilibrio formale e intonazione impeccabile, restituendo appieno il carattere sereno e contemplativo del brano.
A chiudere la serata, il Divertimento in Fa maggiore K.138 di Mozart (nota anche come Sinfonia di Salisburgo n. 3).
La lettura offerta da Attard e dai suoi musicisti è stata ancora una volta lucida e dinamica, con un Allegro iniziale condotto con leggerezza, seguito da un Andante di rara profondità espressiva, dove gli archi hanno mostrato una tavolozza dinamica ampia ma sempre controllata.
Successo travolgente da parte del pubblico che affollava la chiesa, con gli archi a concludere con il Minuetto di Luigi Boccherini.
Il Gaulitana ritornera` in Aprile 2026, culminando con il Trovatore di Giuseppe Verdi.
Alessandro Cammarano
(5 maggio 2025)

